L’uso tollerato del proprio marchio da parte di terzi non costituisce rinuncia ai diritti sul marchio

L’uso tollerato del proprio marchio da parte di terzi non costituisce rinuncia ai diritti sul marchio

Il Tribunale di Milano ha avuto modo di ribadire che la mera tolleranza dell’uso del proprio marchio da parte di terzi non può essere interpretata come rinuncia al diritto sul segno, dal momento che, al di fuori dell’ipotesi della convalida, a tale atteggiamento non può esser ricondotto alcun effetto di rinuncia da parte del titolare o di acquisito di un diritto su di esso da parte di terzi. È consolidato l’orientamento della Cassazione che esclude l’applicabilità della convalidazione a segni diversi dai marchi registrati, in considerazione dell’eccezionalità dell’istituto, non suscettibile di interpretazione analogica. Nell’ambito della coesistenza di due marchi simili, nella quale è venuto in concreto a mancare il rischio […]

Invalidità della deliberazione assembleare di ratifica di precedenti decisioni assembleari già annullate dal tribunale

Invalidità della deliberazione assembleare di ratifica di precedenti decisioni assembleari già annullate dal tribunale

Il caso della delibera “sanzionatoria” del comportamento del socio. Nelle società a responsabilità limitata, l’esclusione del socio può essere disposta solo nelle specifiche ipotesi previste dall’atto costitutivo, restando, in ogni caso, preclusa la possibilità di azionare il rimedio con l’obiettivo di “sanzionare” l’esercizio di diritti fondamentali del socio (nel caso di specie, l’esclusione era stata decisa in conseguenza dell’impugnazione di una deliberazione assembleare da parte del socio). La deliberazione di “ratifica” di una deliberazione assembleare precedentemente adottata da una s.r.l. e già annullata dal tribunale, in quanto assunta nelle medesime modalità e avente il medesimo oggetto della prima deliberazione, è affetta dagli stessi vizi di quest’ultima e costituisce una condotta […]

Non può essere registrata (come marchio) la forma che dà valore sostanziale al prodotto

Non può essere registrata (come marchio) la forma che dà valore sostanziale al prodotto

Il Tribunale di Milano (Sent. n. 5443/2017 del il 16/05/2017) ha avuto modo di ritornare sul concetto di forma che dà valore sostanziale al prodotto, ribadendo che impedisce la valida registrazione come marchio (tridimensionale nel caso di specie), oltre alla forma del prodotto necessaria per ottenere un risultato tecnico, anche, appunto, la forma che dia valore sostanziale al prodotto. La forma che dà un valore sostanziale al prodotto deve considerarsi quella che incide in modo determinante, o appunto “sostanziale”, sull’apprezzamento del prodotto, con esclusione invece di quelle forme di presentazione o di confezionamento che, pur caratterizzando il prodotto di una impresa anche sotto il profilo della gradevolezza della sua presentazione, […]

Modello comunitario, concorrenza sleale e onere della prova

Modello comunitario, concorrenza sleale e onere della prova

In caso di modello comunitario registrato, una volta accertata la commercializzazione di identici prodotti in data anteriore alla registrazione del modello della ricorrente, incombe sul titolare della registrazione l’onere di provare l’allegata predivulgazione e se essa si sia verificata nel “periodo di grazia”. L’accertamento della fattispecie di concorrenza sleale per imitazione confusoria ex art. 2598 n. 1 c.c. postula la verificazione oltre alla sussistenza della condotta dell’imitazione e della sua idoneità a generare confusione, anche di altri elementi costitutivi, che devono ricorrere tutti congiuntamente, quali la capacità distintiva del segno e la sua notorietà qualificata. L’imitazione servile va riferita non alla riproduzione di qualsiasi forma del prodotto altrui, ma solo […]