Siti web e copyright: attenzione ai contenuti che pubblicate!
Ormai ogni azienda o professionista che voglia farsi conoscere ha necessità di andare on line. Pertanto, è necessario valutare bene i contenuti che si pubblicano, perchè  anche il solo fatto di richiamare contenuti di terzi, senza la volontà di commettere illeciti, potrebbe trasformarsi in una violazione del diritto d’autore di terzi.
La recente sentenza C-527/15 della Corte di Giustizia UE fornisce alcune indicazioni al fine di non incappare nella violazione del diritto d’autore altrui.
Il caso:  Un tizio vende, su vari siti web,  diversi modelli di un lettore multimediale. Quest’ultimo è un dispositivo che funge da intermediario tra, da un lato, una fonte di immagini e/o di segnali audio e, dall’altro, uno schermo televisivo.
Su tale lettore, è stato installato un software open source che consente di aprire file in un’interfaccia facile da utilizzare tramite strutture di menù, e vi ha integrato, senza modificarle, estensioni (add-ons) disponibili su Internet, concepite da terzi, alcune delle quali rinviano specificamente a siti web nei quali sono messe a disposizione degli internauti opere protette senza l’autorizzazione dei titolari del diritto d’autore.
Le estensioni in parola contengono collegamenti ipertestuali che, quando attivati tramite il telecomando di detto lettore multimediale, rinviano a siti web di diffusione dati in flusso continuo (streaming) gestiti da terzi, alcuni dei quali danno accesso a contenuti digitali con l’autorizzazione dei titolari del diritto d’autore, mentre altri danno accesso a tali contenuti senza l’autorizzazione di questi ultimi. In particolare, le estensioni hanno la funzione di attingere i contenuti desiderati sui siti di streaming e di riprodurli, con un semplice clic, sul lettore multimediale connesso a uno schermo televisivo.
La sentenza in parola ha concluso che c’è violazione del diritto d’autore quando:
“il convenuto è consapevole che il contenuto linkato non sia stato licenziato e non può invocare con successo alcuna libera utilizzazione;
il convenuto opera per profitto, per cui si presume che abbia conoscenza del carattere legittimo / illegittimo del contenuto linkato, e non riesce a confutare tale presunzione;
il link del convenuto aggira le restrizioni di accesso al contenuto in questione.”
Pertanto, attenzione ad utilizzare i contenuti di terzi per farsi pubblicità e/o attirare clientela: quando lo scopo della diffusione al pubblico è il guadagno, la buona fede non scongiura la violazione del diritto d’autore, con conseguenze risarcitorie che possono essere anche pesantissime in quanto rapportate all’ampiezza della diffusione.
Da ciò ne deriva che è quantomai opportuno che i contenuti di un sito vadano valutata con molta attenzione, possibilmente con un’assistenza legale specialistica.

Dettagli Stefano Carriero