La tutela della denominazione sociale ai fini della registrazione di un marchio successivo

Con sentenza del 5 aprile 2017 la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che

una società, sulla base della protezione accordata alla denominazione sociale dalle norme sulla proprietà industriale, può opporsi alla registrazione di un marchio che leda tale diritto solo relativamente a quei prodotti o servizi ricompresi nell’attività effettivamente esercitata sotto tale nome alla data della domanda di registrazione del marchio contestato.

La Corte di Giustizia UE rilevava che nella valutazione della protezione della denominazione di una società da parte del diritto nazionale di uno Stato membro il Tribunale deve applicare le norme del diritto nazionale come interpretate dai giudici nazionali alla data in cui emette la propria decisione.
Di conseguenza, il principio enunciato dalla Corte è applicabile anche al diritto italiano, ove l’art. 12 del Codice della Proprietà Industriale stabilisce che non sono nuovi e dunque non possono essere registrati, i segni che alla data della domanda di registrazione siano identici o simili a un segno già noto come ditta, denominazione o ragione sociale, insegna (e nome a dominio aziendale), adottato da altri, se a causa della identità o somiglianza fra i segni e dell’identità o affinità fra l’attività d’impresa da questi esercitata ed i prodotti o servizi per i quali il marchio è registrato possa determinarsi un rischio di confusione per il pubblico, che può consistere anche in un rischio di associazione fra i due segni.

Dettagli Stefano Carriero