Invalidità della deliberazione assembleare di ratifica di precedenti decisioni assembleari già annullate dal tribunale

Il caso della delibera “sanzionatoria” del comportamento del socio.

Nelle società a responsabilità limitata, l’esclusione del socio può essere disposta solo nelle specifiche ipotesi previste dall’atto costitutivo, restando, in ogni caso, preclusa la possibilità di azionare il rimedio con l’obiettivo di “sanzionare” l’esercizio di diritti fondamentali del socio (nel caso di specie, l’esclusione era stata decisa in conseguenza dell’impugnazione di una deliberazione assembleare da parte del socio).

La deliberazione di “ratifica” di una deliberazione assembleare precedentemente adottata da una s.r.l. e già annullata dal tribunale, in quanto assunta nelle medesime modalità e avente il medesimo oggetto della prima deliberazione, è affetta dagli stessi vizi di quest’ultima e costituisce una condotta abusiva da parte del socio di maggioranza nell’esercizio dei propri poteri (anche attraverso l’indebito avallo del presidente dell’assemblea sulla concreta gestione dei lavori assembleari), risultando, pertanto, giustificata la condanna di parte convenuta per lite temeraria per avere agito in giudizio in mala fede o con colpa grave.

Lo ha stabilito il Tribunale di Milano con Sentenza del 23/05/17.

Dettagli Stefano Carriero