Il marchio descrittivo e l’impossibilità di registrarlo: il caso della domanda di marchio “Fabbrica Italiana Pompe”

L’Ufficio dell’Unione Europea per la Proprietà Intellettuale ha correttamente ritenuto di non poter concedere la registrazione alla domanda di marchio “Fabbrica Italiana Pompe”, perché la locuzione costituisce per se un’indicazione che i prodotti in questione provengono da una fabbrica italiana di pompe.

Nemmeno la particolare forma grafica del segno ne attenua il carattere descrittivo, né il fatto che la richiedente è attiva in Italia e all’estero da quasi un secolo.

L’articolo 7, paragrafo 1, lettera c) RMUE stabilisce che sono esclusi dalla registrazione “i marchi composti esclusivamente da segni o indicazioni che in commercio possono servire per designare la specie, la qualità, la quantità, la destinazione, il valore, la provenienza geografica, ovvero l’epoca di fabbricazione del prodotto o di prestazione del servizio, o altre caratteristiche del prodotto o servizio”.

Vietando la registrazione quale marchio dell’Unione europea di tali segni o indicazioni, l’articolo 7, paragrafo 1, lettera c) RMUE persegue una finalità di interesse generale, la quale impone che i segni o le indicazioni descrittivi delle caratteristiche di prodotti o servizi per i quali si chiede la registrazione possano essere liberamente utilizzati da tutti. Tale disposizione osta, quindi, a che siffatti segni o indicazioni siano riservati a una sola impresa in forza della loro registrazione come marchi.

Nell’insieme, i termini “FABBRICA ITALIANA POMPE” informano immediatamente i consumatori senza ulteriori riflessioni da parte di questi ultimi che i prodotti oggetto della domanda provengono da una fabbrica italiana specializzata in pompe. Il marchio è costituito essenzialmente da un’espressione che, senza tenere conto di taluni elementi stilizzati, trasmette informazioni ovvie e dirette su una caratteristica dei prodotti in questione, ovvero la loro origine.

Dettagli Stefano Carriero