Diritto d’autore e software: requisiti per la tutela

Cassazione civile sez. I, 12 gennaio 2007, n. 581

Il programma per elaboratore (software) è tutelato, al pari delle altre opere dell’ingegno, solo se originale, in quanto frutto di elaborazione creativa rispetto a programmi precedenti, che si riscontra anche quando lo stesso sia composto da idee e nozioni semplici, rientranti nel patrimonio intellettuale degli esperti del settore, sempre che siano formulate ed organizzate in modo autonomo e personale (nella specie, la Suprema corte ha ritenuto immune da vizi logici e giuridici, confermandola, la sentenza di merito che aveva accertato anche sulla scorta di una c.t.u. l’originalità di un programma per elaboratore, individuandola rispetto ad altri programmi simili, perché volti a risolvere la medesima esigenza applicativa nell’adattamento dell’architettura applicativa al caso e all’ambiente tecnologico di riferimento, nella specie il controllo del carico degli automezzi nei depositi petroliferi).

La protezione di diritto di autore dei programmi per elaboratore, al pari di quella che riguarda qualsiasi opera protetta dal diritto di autore, postula il requisito dell’originalità. Si pone dunque anche per essi la necessità di stabilire se llopera (ossia il programma) sia o meno frutto di una elaborazione creativa originale rispetto ad opere precedenti, ma con due importanti precisazioni: che la creatività e lloriginalità sussistono anche qualora llopera sia composta di idee e nozioni semplici, comprese nel patrimonio intellettuale di persone aventi esperienza nella materia propria dell’opera stessa, purché formulate ed organizzate in modo personale ed autonomo rispetto alle precedenti; e che la consistenza in concreto di tale autonomo apporto forma oggetto di una valutazione destinata a risolversi in un giudizio di fatto, come tale sindacabile in sede di legittimità soltanto per eventuali vizi di motivazione.

La creatività e l’originalità sussistono anche qualora l’opera sia composta da idee e nozioni semplici, comprese nel patrimonio intellettuale di persone aventi esperienza nella materia propria dell’opera stessa, purché formulate e organizzate in modo personale, e autonomo rispetto alle precedenti.

Dettagli Stefano Carriero