Contraffazione di brevetti e concorrenza sleale

A prescindere dal successivo accertamento della contraffazione di un brevetto, l’attività del soggetto che diffida il titolare del prodotto brevettato a non commercializzare e pubblicizzare il prodotto medesimo è da considerarsi condotta integrante la fattispecie della concorrenza sleale.

Premesso che sia il titolare del prodotto brevettato che il soggetto che lo ha diffidato operano anche nell’ambito dello stesso settore, nella specie edilizia, si ritiene che le suddette comunicazioni costituiscono condotta idonea a gettare discredito nei confronti della società titolare del prodotto brevettato facendola erroneamente apparire come soggetto che utilizzava illegittimamente idee altrui, contraffacendo brevetti altrui.

Inoltre si ritiene che detta condotta costituisca un comportamento professionalmente scorretto idoneo a danneggiare la società titolare del brevetto, in quanto i diffidanti, facendo erroneamente credere l’avvenuta violazione dei propri diritti di privativa, ponevano in essere atti idonei a rallentare o paralizzare l’attività di commercializzazione del prodotto in questione già avviato dalla società titolare del brevetto.

A stabilirlo è stato il Tribunale di Roma con Sentenza del 22/03/2017.

Dettagli Stefano Carriero